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lunedì 1 maggio 2017

Parola di Rino - in edicola




Una breve nota per segnalare un progetto discografico e editoriale dedicato a Rino Gaetano, un cantautore che segnato la mia infanzia e che ancora oggi riascolto sempre con grande piacere e un po' di rimpianto, per gli anni passati e per tutto quello che Rino avrebbe potuto ancora donare alla musica e a tutti noi.
"Parola di Rino", così è stata denominata una nuova raccolta discografica dedicata a Rino Gaetano e disponibile dai primi di marzo in edicola in allegato a TV Sorrisi e Canzoni e Panorama.
Una raccolta di 10 cd in formato digipack da collezionare (al prezzo di 9,99 euro ciascuno + il prezzo della rivista) contenenti la sua discografia completa più alcune registrazioni live e altri inediti.
In aggiunta a ogni cd un libretto contenente frasi, immagini, aneddoti sulla vita del cantautore e una cronologia dei principali avvenimenti dell'epoca, il tutto inserito in una custodia cartonata a due ante (una per il cd e una per il libretto) semplice, ma al tempo stesso efficace ed elegante.
Riuniti nel raccoglitore distribuito con il primo numero, le custodie dei 10 cd compongono la scritta "Parola di Rino", dando un tocco d'eleganza alal raccolta.
Unica pecca dal punto di vista grafico la presenza di qualche refuso di troppo nei libretti, considerando anche i testi abbastanza brevi, e la presenza di sfondi colorati dietro le parole che a volte ne limitano un po' la leggibilità.
Da fan di Rino posso dirmi soddisfatto di questa bella iniziativa che mi ha dato la possibilità di ascoltare per la prima volta alcuni brani rari o la registrazione live di un concerto tenuto  a San Cassiano di Lecce con i Crash quasi quarant'anni fa.
Spero che questa raccolta permetta a tanti nuovi ascoltatori di conoscere meglio tutte le canzoni di Rino, non solo Gianna  o Il cielo è sempre più blu o le altre più note.
Ringrazio coloro che hanno pensato e realizzato questa progetto, forse poco pubblicizzato.


Per chi si fosse perso qualche uscita in edicola o volesse completare la raccolta con le uscite mancanti  ricordo che è possibile ordinare i CD anche on line dal sito Mondadori per te
http://www.mondadoriperte.it/product/4827/rino-gaetano-parola-di-rino.html

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Ultim'ora

In questi giorni è uscito "Rino Gaetano. Un mito predestinato", un nuovo libro dedicato al cantautore calabrese Rino Gaetano, scritto da Stefano Micocci e Carlotta Ercolino (Terre Sommerse).


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giovedì 30 marzo 2017

Sono nato troppo presto (Giovanna Avignoni)


La prima volta che ho visto questo libro di Giovanna Avignoni ho subito pensato "devo leggerlo", ancora prima di apprenderne la trama.
Mi incuriosiva molto il richiamo al nascere prima contenuto nel titolo; anch'io sono nato prematuro e in queste pagine ho potuto ripercorrere alcune tappe della mia vita, rivivere con maggiore consapevolezza l'esperienza della nascita, della separazione, dell'incubatrice, il legame speciale tra gemelli, etc., ricordi lontani rimasti ai margini della memoria cosciente.
L'autrice ha saputo raccontare una storia non facile con sensibilità, ironia e leggerezza, senza mai cadere nel pietismo, mescolando sapientemente realtà e fantasia. 

Dedico questa recensione alla mia gemella, ancora insieme anche oltre la morte.

copertina Sono nato troppo presto
copertina Sono nato troppo presto

Una storia commovente e spiazzante che non è facile commentare senza fare spoiler o ripetere quanto già detto da chi ha letto e recensito il libro prima di me.
Leggendo le prime righe che raccontano la nascita di Fabio e Guido, due gemelli prematuri e la scoperta della disabilità di uno di loro, ci saremmo forse aspettati una storia strappalacrime di amore tra fratelli, di dedizione e cura verso il gemello più debole.
Invece l'autrice sceglie di affidare la narrazione a Fabio, quello che la società vorrebbe subito etichettare come disabile e che invece reclama subito la sua unicità, la sua voglia di esistere, di essere se stesso, di essere solo Fabio, Fabio e basta, senza altri inutili aggettivi.
Una scelta non facile, nè scontata, ma che apre nuove possibililità narrative.
Fabio racconta la sua storia, il suo mondo, in prima persona e a modo suo, mescolando realtà e fantasia, desideri e avvenimenti.
I due gemelli, ribattezzati Zorro e Arlecchino per le mascherine portate nell'incubatrice, crescono accuditi dalla mamma e dai nonni, lui sempre pronto a dare consigli e risolvere i problemi, lei apparentemente più defilata, ma sempre presente.
Il nonno in particolare è una figura fondamentale per la crescita di Fabio; è lui che inventa strane favole per spiegare la menomazione di Fabio, vittima di volta in volta di una rana invidiosa, del misterioso bergello o di un mago burlone, è lui che conserva gelosamente le mascherine per non dimenticare la lotta dei due gemelli per sopravvivere, indossandole nei momenti cruciali per coprire il proprio dolore. Un gesto simbolico o reale, non si sa, e in fondo forse neanche importa più di tanto; è inutile cercare di separare realtà e fantasia nel racconto di Fabio, i due elementi convivono nella sua percezione del mondo esterno.
Fabio e Guido crescono, nonostante le previsioni negative dei medici; nonostante l'abbandono del padre, impaurito dalal disabilità di Fabio.
Sono dei combattenti. Come forse tutti i gemelli prematuri sono affamati di vita e la loro madre, ribattezzata dal nonno "la forza bambina" li spinge ad andare avanti nonostante tutto, a non arrendersi davanti alle difficoltà, a non considerarsi mai differenti dagli altri.
La diversità, probabilmente, dipende solo dal nostro modo di percepire la realtà; lo stesso oggetto può essere per alcuni solo una sedia a rotelle, ma diventare per Fabio una bicicletta speciale, che soltanto lui ha il privilegio di portare anche a scuola. Oppure l'ascensore una splendida astronave che gli consente di raggiungere la sua aula al primo piano.
Spesso nel corso della narrazione l'autrice ricorre a queste metafore, immagini alternative della realtà così come percepita dal bambino, a volte spaesando un po' i lettori, forse troppo abituati a dover tenere ben separato il mondo della fantasia.
Visioni a metà tra sogno e realtà, disegni che diventano vivi, rispecchiano i suoi desideri, le sue speranze, il cui Fabio riesce perfino a lasciare uno spazio per un padre colpevolmente assente.
Fabio ha tante cose da dire, la sua mente è brilante e fantasiosa, ma spesso le parole si accavallano sul suo autobus e non riescono ad uscire. La metafora dell'autobus ricorre spesso all'interno della storia, forse troppe volte, ma rende bene l'idea dele difficoltà di comunicazione di Fabio.
Solo Guido riesce a comprenderlo e essere la sua voce, aiutandolo a mettere ordine tra i suoi pensieri e a comunicare con il mondo esterno.
Spesso invece l'ncapacità di riuscire a esprimere i propri pensieri, la difficoltà di interagire con gli altri lo porta ad esprimersi in maniera violenta, a ribellarsi al silenzio forzato con urla sgradevoli.
I due gemelli vanno a scuola, prima insieme e poi separati in classi diverse per renderli indipendenti; pian piano anche Fabio impara ad esprimersi da solo, aiutato da Pinocchio e altre figure fantastiche, che intervengono per aiutarlo a mettere ordine nei suoi pensieri, stipati alla rinfusa sul suo autobus e spesso incapaci di venirne fuori in maniera ordinata.
Pinocchio, Peter Pan e altre figure immaginarie che ricorrono nella storia, segnano tappe importanti nel percorso di crescita di Fabio, in qualche modo lo aiutano a uscire dall'isolamento e a interagire con il mondo esterno.
Altre due figure fondamentali per il bambino sono il medico e la logopedista che seguono il suo percorso, anche loro percepiti in forma di favola e ribattezzati nela sua fantasia "il dottore con le mani grandi e le unghie sporche" e "la ragazza piccolina con gli occhi grandi e la bocca sottile", gli unici oltre alla famiglia ad aver sempre creduto in lui.
Come Pinocchio, Fabio non è più solo un pezzo di legno, un cerebroleso grave, come dicono gli altri dottori, è una persona. È Fabio. solo Fabio. Punto.
Un bambino che va a scuola con la sua bicicletta speciale, senza pedali e rotelle, e può anche portarla in classe; a volte si sente un privilegiato per questo, a volte vorrebbe stare seduto sulle seggioline come gli altri.
Impara a farsi capire, prima con poche parole, poi attraverso il disegno, facendo rivivere nelle sue casette scarabocchiate le persone che ama. Perfino suo padre ha un posto nelle sue case sbilenche: finalmente lo sente vicino, nei sogni gli concede una seconda opportunità, un perdono per la sua vile fuga.
Disegna solo a matita, disdegnando inizialmente i colori, gli bastano pochi tratti per popolare i suoi fogli, far rivivere le persone più care tra quelle pagine.
Crescendo Fabio inizia a confrontare i suoi disegni con quelli della sua compagna di scuola Chiara, da sempre l'amore della sua vita, e a desiderare di immergersi anche nel suo mondo.
Su suggerimento delle maestre, inizia a usare un computer, capace di amplificare le sue possibilità espressive, di fargli imparare nuove parole.
Passi forse insignificanti per gli altri, ma notevoli per Fabio e la sua famiglia, eccitata da ogni parola che il bambino faticosamente riesce a far salire o scendere dal suo autobus.
Pinocchio è sempre lì, a correre dietro alle parole per tenerle nel giusto ordine, per aiutarlo a sistemare al loro posto i tanti stimoli che riceve e che lo aiutano a crescere, a far volare la sua fantasia.
Fabio ascolta con interesse le favole che le maestre gli raccontano, si immerge nelle storie e le rielabora a modo suo, cambiandone a volte il finale negativo.
Tutti possono farcela, basta saper aspettare e dare gli stimoli giusti.


L'ultima parte del libro procede in maniera un po' affrettata, come a voler concludere la storia al più presto, forse perché  l'autrice non può più affidarsi alla narrazione impregnata di fantasia di Fabio, nel frattempo cresciuto, che è forse il punto di forza di questo romanzo molto bello.
Cerca di riassumere in poche pagine quanto accaduto dopo gli anni dell'infanzia, la disillusione di dover chiamare le cose con il loro nome, ma anche la gratitudine verso chi ha sempre voluto considerare Fabio un bambino come gli altri, senza etichette, facendogli vivere una vita normale. È Fabio. Solo Fabio, punto e basta.

Titolo: Sono nato troppo presto
Autore: Giovanna Avignoni
Traduttore: -
Anno: 2014
Editore (cartaceo): Youcanprint
ISBN cartaceo: 9788891133878
ISBN ebook:  9788891140753   
ASIN: B00K5NPA6Q
Scheda cartaceo: Youcanprint | IBS | Amazon |
Lunghezza stampa: 192 p.
Scheda ebook: Youcanprint | IBS | Amazon | Streetlib |
Dimensioni file: 866 KB


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Recensione pubblicata anche su Braviautori il 30/03/2017
http://www.braviautori.com/book_sono-nato-troppo-presto.html


lunedì 13 marzo 2017

Facciamo un Sal.To. a Torino?



Questo post nasce per coinvolgere anche gli autori e autrici Youcanprint che ancora non sono iscritti al nostro gruppo Youcaniani e aspiranti autori di Youcanprint (o alla fan page Autori Youcaniani), ma vorrebbero partecipare con noi a maggio al prossimo Salone del Libro di Torino. Stiamo già raccogliendo le adesioni e disponibilità a collaborare, ma c'è tempo solo fino al 26 marzo 2017, data limite fissata per confermare la nostra adesione alla manifestazione.


Dopo l'evento di Firenze che vi ho raccontato recentemente, ci stiamo preparando come Autori Youcaniani per partecipare ad altre due importanti manifestazioni letterarie: saremo dal 19 al 23 aprile a Milano Tempo di Libri e poi dal 18 al 22 maggio al Salone del Libro di Torino.
In passato molti autori/autrici Youcanprint, dopo aver appreso dai nostri articoli o dalla newsletter di Youcanprint di queste iniziative organizzate come  gruppo Autori Youcaniani, hanno chiesto maggiori informazioni oppure di poter aderire spesso quando purtroppo i termini per le iscrizioni erano ormai scaduti.
A malincuore abbiamo dovuto dire di no anche se, probabilmente, qualche autore e titolo in più ci avrebbe anche fatto comodo, sia perchè avrebbe fatto scendere le quote individuali per l'affitto dello stand, sia per una maggiore visibilità.
Ma accogliere gli autori in ritardo avrebbe voluto dire ricalcolare tutte le quote individuali fissate, restituire i soldi a chi aveva già pagato e tanti altri problemi logistici e aggiustamenti che avrebbero finito per rallentare una macchina organizzativa già avviata, con il rischio di vanificare tutto il lavoro già fatto.
Perciò questa volta giochiamo d'anticipo, invitando tutti gli autori e autrici che hanno pubblicato con Youcanprint a chiedersi se vogliono partecipare con noi al Salone del Libro di Torino, da anni una delle maggiori manifestazioni letterarie italiane e internazionali.
Una formula ormai collaudata la nostra, sebbene sempre bisognosa di piccoli aggiustamenti: tanti autori indipendenti che si uniscono per proporre insieme le proprie opere letterarie, dividendo le spese dello stand e mettendo a disposizione tempo, buona volontà, capacità organizzative e creative, talenti nascosti e tanto entusiasmo.
Uniti per promuovere l'autoeditoria e vendere i nostri libri, senza fare differenze tra chi è presente fisicamente dietro il bancone e chi vive lontano e ha solo spedito i propri titoli e le proprie speranze.
L'unica condizione richiesta, oltre alla volontà di lavorare insieme, è aver pubblicato i propri libri con la piattaforma Youcanprint.
Purtroppo non possiamo accettare titoli pubblicati con altre case editrici, sia per rispetto verso la Youcanprint che comunque ci sostiene e ci permette di utilizzare il proprio marchio, sia per non confondere il lettore con proposte diverse, non in linea con lo spirito di queste iniziative nate dal basso dalla collaborazione di autori e autrici provenienti da un po' tutta l'Italia, accomunati dalla passione per la scrittura e dall'aver utilizzato questa piattaforma.
All'inizio forse era solo un modo per dividere le spese per l'allestimento dello stand; col tempo stanno nascendo amicizie, collaborazioni, stiamo diventando sempre più un gruppo, stiamo imparando a lavorare insieme, a mettere in comune idee e proposte.
Insieme per avere una vetrina comune per le nostre opere, proponendo un'ampia varietà di stili e generi letterari, tante copertine variopinte e originali e prezzi adatti a ogni tasca.
Chi non ha ancora confermato la propria adesione può farlo entro il 26 marzo nel gruppo creato appositamente per l'organizzazione di questa manifestazione, seguendo la nostra pagina Facebook Youcaniani e aspiranti autori di Youcanprint oppure la fan page Autori Youcaniani, dove troverete informazioni su tutte le nostre iniziative.
Affrettatevi. Vi aspettiamo.




lunedì 27 febbraio 2017

Youcaniani a Firenze, 10 giorni dopo


Ero indeciso se scrivere questo post sulla partecipazione degli Autori Youcaniani a Firenze Libro Aperto 2017: da un lato c'era la voglia di raccontare questa esperienza che ho vissuto, seppure solo in maniera indiretta, dall'altro la consapevolezza di poter trasmettere soltanto delle sensazioni viste dall'esterno, non essendo stato lì di persona. Ho deciso di provarci ugualmente, cercando di fornire un punto di vista diverso, in linea col nome di questo blog.


Firenze, un'altra tappa del nostro tour

"Ho partecipato anch'io a Firenze Libro Aperto 2017, una esperienza bellissima" avrei voluto scrivere come tanti miei colleghi Youcaniani, ma in realtà a Firenze ci sono stati solo i miei libri e l'entusiasmo di partecipare per la prima volta a una manifestazione importante.
Comunque è stata una grande emozione, sia vedere i miei testi esposti insieme a quelli degli altri Autori Youcaniani, sia stare in attesa di notizie, foto, curiosità, dati sulle vendite provenienti da Firenze.
Cercare di abbinare i volti delle persone che stavano lavorando attivamente nello stand con i loro nomi (reali o pseudonimi letterari), vivere la loro emozione di stare lì, immaginare le loro gioie, paure, dubbi, incertezze. Imparare a conoscerli a distanza, vederli spauriti dietro il bancone in attesa dei visitatori, chiedendosi quali parole scegliere per promuovere al meglio i nostri libri, i propri e quelli degli altri colleghi assenti.
Vorrei ribadire questa cosa di cui forse si è parlato poco, l'attenzione degli autori presenti allo stand a non fermarsi solo alla promozione di se stessi e dei propri titoli (cosa peraltro umana e forse anche legittima), ma a cercare di vendere anche i libri degli altri, a giocare insieme come una vera squadra, valorizzando il gruppo degli Autori Youcaniani, la Youcanprint e in generale la scelta dell'autoeditoria, una strada spesso ancora poco conosciuta o vista con diffidenza.
Vorrei ringraziare ancora tutti gli youcaniani che si danno da fare con competenze e modalità diverse per la riuscita di queste manifestazioni, mettendoci la loro creatività, le loro competenze, il loro entusiasmo.
Oltre le persone presenti a rotazione fisicamente nello stand, ci sono quelli che hanno coordinato l'iscrizione a Firenze Libro Aperto, i rapporti con Youcanprint, la ricezione e spedizione dei libri, l'invio delle foto sulle nostre pagine e tante altre cose. E alcuni già preparavano il prossimo evento MIlano Tempo di Libri (19-23 aprile 2017).
Non sempre tutto ha funzionato alla perfezione: a volte ci sono state sovrapposizioni di competenze, momenti di apatia, incertezze, a volte non si sapeva chi doveva fare cosa. Chi era a casa spesso pretendeva una cronaca puntuale dell'evento, corredata di foto e articoli che non sempre chi era allo stand aveva il tempo e la possibilità di realizzare.
L'impostazione iniziale dello stand, con i libri ben ordinati per genere sui tavoli, è stata più volte rielaborata per cercare di attirare l'attenzione dei potenziali lettori, ispirandosi a quanto fatto di buono dagli altri stand concorrenti. E forse qualcuno di loro ha preso spunto anche da noi 😊
Comunque alla fine tutto è andato per il meglio, molti hanno apprezzato il nostro stand multicolore e l'idea nuova di un gruppo di autori e autrici indipendenti che partecipano insieme, collaborando invece che facendosi concorrenza. Senza il contributo (non solo economico) di ciascuno di noi, probabilmente anche gli altri  non avrebbero potuto realizzare il loro sogno.
Concludo con una carrellata di immagini provenienti da Firenze Libro Aperto 2017, una sintesi per immagini di quel che è accaduto in questi tre giorni.
Potete trovare una galleria più ricca nella nostra pagina Autori Youcaniani
https://www.facebook.com/pg/autori.youcaniani/photos/?tab=album&album_id=1293574664018949


Gruppi di Autori Youcaniani che si sono alternati allo stand




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Gli Youcaniani si preparano all'arrivo di orde di visitatori 


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I nostri libri, i protagonisti dell'evento



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Alcuni degli autori e autrici presenti allo Stand 
(segnalatemi eventuali errori nei nomi o altro)

Alice Tani

Bernadetta C. Ranieri

Ciro Abbate


Elèonore Shelly Gottardi

Eric Gentili

Giovanna Avignoni, Mario De Tata e Veronika Santiago


Giovanni Floccari

Letizia Tomasino

Logren Arbor

Marco Cibecchini

Marco Mancinelli

Matteo Angioni

Miriam Gaudio

Olga De Blasio

Pietro Romano

Raffaella Aquilina

Veronika Santiago 

Vincenzo A. Pistorio
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Ci vediamo ad aprile a Milano
prossimo appuntamento: Milano Tempo di libri

giovedì 9 febbraio 2017

Youcaniani cosa? Verso Firenze



 





Padova, Londra, Firenze... e forse poi Milano, Torino, etc. 
Da qualche mese c'è un gran fermento nel gruppo degli Youcaniani, voglia di mettersi insieme e di portare i nostri libri nelle principali fiere librarie italiane, di far conoscere al pubblico la realtà degli autori indipendenti, sfatando i tanti pregiudizi che ancora tengono lontani molti lettori dalle nostre produzioni editoriali.Dopo aver ospitato articoli di altre autrici, ho deciso di scrivere qualcosa anch'io sull'argomento, visto che a  Firenze Libro Aperto dal 17  al 19  febbraio 2017 nel padiglione Spadolini della Fortezza da Basso ci saranno anche i miei libri.            


Chi sono gli Youcaniani

locandina per Firenze
Ce lo hanno chiesto in tanti, vedendo il nome del nostro gruppo su internet o sui manifesti nel nostro stand a Padova. Qualcuno ha anche provato a dare delle spiegazioni fantasiose o ci ha semplicemente ignorati con sospetto.
Personalmente è un nome che mi piace, strano forse, ma adatto ad attirare l'attenzione sul nostro gruppo e a rappresentarci.
Youcaniani è un nome inventato da Silvia Montis, fondatrice di "Youcaniani e aspiranti autori di Youcanprint", un gruppo Facebook nato nel 2012 come punto di incontro e di confronto tra autori e autrici che hanno pubblicato attraverso Youcanprint, una delle più importanti piattaforme italiane di self publishing.
Il gruppo conta oggi più di 900 iscritti e dispone anche della fan page Autori Youcaniani e altri spazi utili per confrontarci e pubblicizzare le nostre iniziative.
Autori Youcaniani è diventato dopo l'evento di Padova una sorta di piccolo marchio informale che caratterizza questo gruppo eterogeneo di autori e autrici che hanno deciso di collaborare per promuovere il loro lavoro editoriale. Una scelta non scontata, in un mondo dove prevalgono spesso l'individualismo e la concorrenza spietata.
Non è facile mettere insieme persone di diversa provenienza geografica, con età, formazione e esperienze differenti; lavorare insieme senza essersi mai conosciuti personalmente, a fianco di qualcuno che fino a poche ore prima era solo un volto e un nome con cui scambiare opinioni online. Conoscenze che poi a volte diventano amicizie reali, collaborazioni letterarie, desiderio di scoprire e promuovere i libri degli altri e non solo le proprie creature.
Difficile anche promuovere l'autoeditoria in  un mondo in cui i self publishers, gli autori indipendenti, vengono spesso considerati  come scrittori di serie B, tanto che molti lettori rifiutano il fenomeno a priori, privandosi della lettura di tante belle storie, a volte piccoli capolavori, spesso migliori di quelli creati in serie e super sponsorizzati dalle grandi case editrici.

Verso Firenze 2017

Solo qualche mese fa sembrava un'utopia poter partecipare come autori alle principali fiere letterarie, in genere appannaggio solo delle case editrici più note.
Quando qualcuno propose di partecipare come gruppo all'Expo Libri di Padova, molti la considerarono una scelta azzardata.
«Noi in mezzo ai big dell'editoria?» chi chiedevamo con un po' di paura e imbarazzo.
Poi ci siamo detti «Perché no? Visto che molti lettori rifiutano l'autoeditoria, proviamo a far vedere, toccare con mano i nostri libri, magari verrà loro anche voglia di provare a leggerli e apprezzarli.»
Subito si cominciarono a prendere informazioni sui costi dei vari stand,  a fare i primi calcoli. Bisognava decidere in fretta, ma ciascuno doveva anche conciliare la voglia di promuoversi con le proprie condizioni economiche.
«Insieme si può fare!» ci siamo detti  e infatti l'evento di Padova è diventato realtà, con 38 pionieri che hanno affrontato la sfida, la prima apparizione pubblica degli Autori Youcaniani, malgrado le nostre paure e qualche ingenuità organizzativa dovuta all'inesperienza.
Una partecipazione fortemente voluta dagli autori, con una determinazione che ha convinto anche lo staff di Youcanprint a non lasciarci soli in questa impresa, seppure con un supporto limitato.
Stessa formula per Firenze Libro Aperto 2017 con 53 autori e autrici Youcaniani, alcuni presenti fisicamente nello stand e altri che parteciperanno solo con i loro libri, in modo da dividere le spese e conciliare le esigenze logistiche di tutti.
La manifestazione di Firenze, nonostante sia alla sua prima edizione e non abbia ancora una storia consolidata, ha attirato l'attenzione di molti espositori, forse desiderosi di uno spazio alternativo e di maggiore visibilità.
Presenta un ricco programma  caratterizzato dalla slogan "Le parole non bastano più ?", interrogativo che cercheranno di chiarire i vari ospiti presenti. Tante le presentazioni e gli eventi previsti con ampio spazio dedicato anche alle case editrici medio-piccole.

gli Autori Youcaniani presenti a Firenze (foto Annalisa Salvador)
Questi i nomi degli autori e autrici Youcaniani partecipanti:
Abbate Ciro \ Andreozzi Lina \ Angioni Matteo \
Aquilina Raffaella \ Arlotta Emanuela \ Avignoni Giovanna \
 Bianchessi Roberta \ Bolle Claudio \ Borriello Clorinda /
Calandra Arianna \ Campanale Annalisa \ Capezzuto Arnaldo \
Capodimonti Eleonora \ Capotorto Giovanni \ Carpinteri Gabriele \
Carloni Stefano \ Chammas Annie \ Chirivì Alessio \
Cibecchini Marco \ Colesanti Cristina P. \ De Blasio Olga \
De Tata Mario \ Del Sorbo Antonio \ Di Gaetano Teresa \
Floccari Giovanni \ Folena Anna Laura \ Gaudio Miriam Raffaella \
Gioviale Concesion \ Gori Enrico \ Gottardi Elèonore \ 
Mancinelli Marco \ Meola Anna \ Mihailescu Iustina \
Montis Silvia \ Orlandi Valentina Julie \ Palamidesi Stefania \
Pistorio Vincenzo A. \ Ranieri Bernadetta \ Romano Pietro \
Romina Elisa \ Rotoloni Cristina \ Saccavini Chiara \
Saglimbene Vincenzo \ Salvador Annalisa \ Sannibale Francesca \
Santiago Veronika \ Serafini Roberto \ Spandri Linda \
Tomasino Letizia \ Venturi Immacolata \ Villano Gianluca \
Villaschi Carla Raffaella \ Visone Roberta Fausta Ilaria 

Autori Youcaniani in tour (foto Annalisa Salvador)






venerdì 27 gennaio 2017

racconto Tokyo 1940 - L'occasione mancata


In occasione del Giorno della Memoria sono tante le iniziative organizzate in tutta Italia e sul web per ricordare le sofferenze e lo sterminio del popolo ebraico e di tutte le vittime del regime nazista.
Spesso questo tipo di ricorrenze rischia di creare un sovraccarico mediatico in un solo giorno e indifferenza nel resto dell'anno, assuefazione alle tragedie umanitarie di ieri e di oggi.


Mi è piaciuto molto l'articolo realizzato dagli studenti del Liceo Scientifico Ricciotto Canudo di Gioia del Colle (scuola in cui ho studiato anch'io qualche decennio fa) che hanno voluto affrontare un aspetto poco ricordato del regime nazista: in occasione dei Giochi Olimpici del 1936 a Berlino il regime nazista mise in campo una macchina organizzativa e mediatica apparentemente perfetta per mostrare al mondo la propria efficienza e superiorità rispetto agli altri popoli.
 http://www.gioianet.it/attualita/13693-gli-studenti-del-canudo-e-la-giornata-della-memoria.html

Nel 2012 sul sito Braviautori  disputammo delle Olimpiadi Letterarie e una delle prove chiedeva di descrivere la cerimonia di apertura di un'edizione dei Giochi mai avvenuta.
Per l'occasione scrissi questo articolo sui giochi di Tokyo 1940, nella realtà mai disputati a causa della guerra, che mi sembra opportuno riproporre in questo giorno come messaggio di speranza, il sogno di un mondo senza conflitti. Ma anche come monito di come sia possibile riscrivere la storia, cancellando le cose che non ci piacciono, e quindi abbiamo il dovere di preservare la memoria delle tragedie passate per non dover rivivere gli stessi orrori.


Tokyo 1940: l'occasione mancata

In una calda giornata di metà settembre con una variopinta e spettacolare cerimonia sono stati aperti ufficialmente i Giochi di Tokyo 1940, XII edizione delle Olimpiadi moderne e prime disputate in territorio asiatico. Nell'impressionante maestosità del diamante verde dello Stadio Koshien a Nishinomiya, campo di baseball costruito nel 1924 e capace di contenere oltre 50mila spettatori, si sono ritrovate insieme per un giorno tutte le più alte personalità politiche, sportive e culturali del pianeta: dalla rappresentativa del Terzo Reich capeggiata da Goebbels e dominatrice dell'ultima edizione dei giochi ai rappresentanti del governo fascista italiano con Galeazzo Ciano, dal primo ministro inglese Churchill al collega francese Pétain e al segretario di stato americano Hull. Uniche grandi assenti Polonia e Cina a causa del conflitto armato in corso.
Nonostante un notevole lavoro diplomatico non tutti i paesi belligeranti hanno deciso di aderire alla tregua olimpica e consentire ai propri atleti di partecipare ai Giochi.
Notevole lo sforzo sostenuto dal Giappone che ha impegnato milioni di yen e una organizzazione di migliaia di persone per questa manifestazione che punta a mostrare al mondo intero la potenza dell'Impero del Sol Levante, cercando di superare i fasti di Berlino 1936.
In tutte le principali strade dell'isola sono esposte migliaia di bandiere olimpiche, con i tradizionali cinque cerchi colorati, simbolo dell'unione dei cinque continenti e della fratellanza tra i popoli. Tante anche le bandiere giapponesi, con il tradizionale sole nascente, ripreso anche nell'emblema olimpico.
Anche quest'anno, come nell'edizione tedesca, sono state piazzate decine di telecamere ai bordi dello stadio e degli altri campi di gara per riprendere l'evento. Una scelta ambiziosa, considerando che il sistema televisivo giapponese è nato solo lo scorso anno e il numero di televisori presenti nel paese è ancora piuttosto basso; dettata più che altro da ragioni politiche e propagandistiche e, soprattutto, dalla volontà di non mostrarsi inferiori all'alleato tedesco.
Spettacolare la sfilata folkloristica e degli atleti delle 47 nazioni in gara, un numero inaspettato fino a pochi mesi fa, a causa delle vicende belliche che hanno investito il continente europeo e, seppur in modo meno accentuato l'oriente e l'area del pacifico.
Come tradizione dall'avvio delle Olimpiadi moderne nel 1896 il primo paese a sfilare è stata la Grecia, culla dello spirito olimpico, seguita da tutte le altre nazioni, in rigoroso ordine alfabetico.
Un enorme serpente multicolore di uomini e donne di ogni razza, preceduti dai rispettivi portabandiera, ha lentamente percorso l'intero perimetro interno dello stadio, tra gli applausi del pubblico festante.
Quasi quattromila gli atleti in gara, famosi e sconosciuti, di nazioni grandi e piccole; per un giorno hanno sfilato insieme, dimenticando le rivalità politiche e i conflitti bellici per confrontarsi solo sul piano sportivo.
Tra i protagonisti più attesi lo squadrone tedesco, dominatore dei giochi di Berlino con 33 ori, capitanato dal campione di salto in lungo Luz Long.

Un grande atleta in cerca di riscatto, dopo aver perso l'oro olimpico nel salto in lungo dietro a un immenso Jesse Owens, vera stella di Berlino con i suoi quattro ori olimpici e oggi alfiere della agguerrita squadra statunitense. Tutti i riflettori presto saranno puntati sulla nuova sfida tra Long e Owen, con il ragazzo nero di Cleveland, oggi favorito, dopo un'impresa sportiva eccezionale e un record che certamente resterà a lungo imbattuto.
Grandi le aspettative anche nei riguardi degli altri paesi che hanno ben figurato nella scorsa edizione, guadagnando più di una medaglia d'oro: Stati Uniti (24), Ungheria (10), Finlandia e Francia (7), Svezia, Giappone e Olanda (6), Gran Bretagna e Austria (4), Cecoslovacchia (3), Argentina, Estonia ed Egitto (2).
La squadra azzurra, capitanata da Trebisonda "Ondina" Valla, prima donna italiana a vincere un oro olimpico, si presenta con un gruppo agguerrito.
Giulio Gaudini, Edoardo Mangiarotti e Franco Riccardi gli atleti di punta della scherma con all'attivo due ori individuali e due a squadre.
La nazionale di calcio di Vittorio Pozzo, Campione Olimpica a Berlino 1936 e Campione del Mondo nel '34 e '38, che punta a realizzare una doppietta storica.
Ulderico Sergo, oro a Berlino nella boxe — pesi gallo e Romeo Neri, oro nella ginnastica nel 1932, tornato in squadra dopo un brutto infortunio. E poi le squadre di vela, atletica, canottaggio, ciclismo e tanti altri.
Ultimo per cerimoniale è stato il Giappone in quanto squadra del paese organizzatore, accolto da una vera e propria ovazione sotto lo sguardo compiaciuto dell'imperatore Hirohito, circondato dalla famiglia imperiale e dai più alti dignitari. In onore degli atleti e delle personalità presenti, al termine della sfilata alcune giovani, vestite con costumi bianchi e rossi sono entrate lentamente sul campo di gioco, spargendo petali di rosa.
Giunte al centro del diamante si sono posizionate in modo da comporre la bandiera nazionale, applaudita con grande calore dal solitamente compassato pubblico giapponese.
Ha quindi preso la parola il primo ministro Fumimaro Konoe, che ha prima accolto gli atleti con un breve discorso di benvenuto e poi recitato la formula per l'apertura ufficiale dei giochi.
Finalmente ha fatto il suo ingresso la torcia olimpica, accesa qualche mese fa a Olimpia in Grecia, patria delle Olimpiadi; la fiaccola era passata di mano in mano da atleti e gente comune di varie nazioni, percorrendo mezza europa in una estenuante e suggestiva staffetta prima di essere trasportata via nave fino in Giappone.
Nel porto di Yokohama l'atleta tedesco Fritz Schilgen, ultimo tedoforo a Berlino 1936, aveva consegnato la torcia ai colleghi giapponesi che avevano continuato la corsa per le principali città del paese del Sol Levante. L'ultimo tedoforo, Sohn Kee-chung, trionfatore nella gara della maratona a Berlino, è salito da solo verso il grande braciere per accendere la fiamma olimpica, che arderà per tutta la durata della competizione sportiva, come nell'antico rituale greco.
Al termine del discorso sono stati liberati alcuni colombi, simbolo di pace e consegnati a tutti i portabandiera degli uccelli della pace origami, veri capolavori realizzati con fogli di carta piegata in maniera sapiente.
In rappresentanza dei componenti di tutte le squadre in gara, un atleta della nazionale svedese ha infine pronunciato il giuramento olimpico, una formula ispirata all'antico rituale greco, in rappresentanza di tutte le squadre.
Dopo questo suggestivo momento, è stato avviato il programma artistico, tenuto rigorosamente segreto fino all'ultimo istante.
Il momento è stato aperto da migliaia di figuranti vestiti con il caratteristico kimono che hanno fatto ingresso all'interno del campo di gioco, posizionandosi attorno alla bandiera, e si sono esibiti in danze e canti gagaku, accompagnate da strumenti tradizionali.
Un ritmo lento, scandito dai tamburi taiko e dai suonatori di biwa e strumenti a fiato ha incantato il pubblico giapponese e i numerosi spettatori stranieri, portandoli in un mondo di sogno. Perfetto il sincronismo dei danzatori, come mossi da un unico filo.
A seguire hanno fatto ingresso centinaia di allievi delle scuole di arti marziali giapponesi, che, sotto gli occhi attenti dei loro istruttori, si sono esibiti in spettacolari dimostrazioni dei kata, simulazioni incruente derivate dalle antiche tecniche di lotta giapponesi.
Per concludere i figuranti hanno composto dei suggestivi quadri animati, ripercorrendo velocemente la storia dell'impero nipponico, dalle origini, al periodo dei samurai e degli shogun fino ad arrivare al periodo Sho-wa dell'Imperatore Hirohito. Spettacolari, ma forse poco comprensibili da un pubblico non giapponese, anche per la velocità del susseguirsi delle rappresentazioni sceniche.
Una macchina organizzativa perfetta, frutto di una lunga preparazione e della proverbiale dedizione del popolo giapponese, che ha positivamente impressionato tutte le delegazioni straniere.
Non è difficile immaginare che questa olimpiade passerà alla storia come un evento irripetibile.


Nota
Le olimpiadi che si sarebbero dovute svolgere a Tokyo nel 1940 e che non videro mai la luce del sole a causa della guerra mondiale che contrapponeva una moltitudine di nazioni europee e orientali sarebbero sicuramente state uno dei più grandi eventi sportivi del secolo appena concluso. 
Non sapremo mai cosa sarebbe avvenuto, quali sarebbe stati i risultati storici che l'avrebbero contraddistinta, ne quali nuovi campioni avrebbe forgiato; ci piace immaginare che sarebbe stata una grande competizione, un evento capace di unire genti e culture, dove la battaglia aveva come unico scopo il potersi cingere di una medaglia, in contrapposizione a ben più cruente battaglie che da lì a poco avrebbero fatto scorrere fiumi di sangue in ogni angolo del pianeta, una follia che solo il genere umano poteva partorire. (N.d.A.)